venerdì 30 novembre 2012
Domani é sabato e, é il primo giorno di Dicembre e per questo che ti chiedo a non leggere
Domani é sabato e, é il primo giorno di Dicembre e per questo che ti
chiedo a non leggere, ma solo pubblicare nel sito...pensieri
strampalati...se bene io fossi o sono il meno convinto oh! Portato in
questa polisemia. Che ha portato! in questo mondo pieno di presuntuosi
che con la loro presunzione nessuna canzone. Perché la musica e parola
“Angelica” porta a vivere con Dio che é già nelle nostre ammissioni. Non
c'è storia più magica se non per l'eterno spirito … e lascio ai mormoni
le ultime parole... perché io continuo a credere sempre di più alla
propria testimonianza non quella scritta ma solo sentita dal sentito
religioso che porta a credere senza lì come e senza lì perché Jesucristo
vive come queste parole portano fede solo per il piacere di esprimere
se stesso gli altri sono già parte della storia umana. Non fra intendere
perché la religione tutte come la politica nasce bene e non portano
pane per la vita eterna. Fin qui, senza di essa non si salva nessuno
perché il corpo morto desta alla vita solo avendo fede in che é risorto
dalla croce divina la cosa per non credere che anche i popoli diversi
nella lingua e colore non si debbano salvare dalla malvagità cristiana.
Sono tutti figli di quest'universo e tra cielo e terra il mondo dei mari
profondi e non ... in questo spazio ce la vita. Diversamente il sentito
religioso porta pace e serenità a tutti quelli che amano il figlio di
Dio e destano parole come questo pensiero che porta direttamente nella
storia e, ognuno di noi ovunque essa vive la parola di Dio sente che
porta dentro di sé questa piccola parte divina. Ed è questa piccola
parte di divinità che ci porta tutti nell’eternità. Nessun inganno solo
fede per credere alla parola “AMORE”; Ama gli altri come te stesso e
sarai salvato dalla croce e i suoi chiodi. Solo in questo caso io mi
porto lo spirito nel corpo che sta morendo per chi sa quante altre
volte, già successo che sono nato senza ricordarmi il punto che è
l’infinito tempo di Dio o comunque procede utilizzi la filosofia per
evangelizzare la grazia che non è la stessa cosa che può dare il vangelo
di Marco, Luca, Giovanni e Matteo. E se veramente vogliamo strampalate
alla grande usciamo fuori tema per quanto mi riguarda esco fuori strada e
mi ammacco l’osso per carrozzeria che tocca la carne umana e non c’è
vangelo che tiene questa e lettura per gli artisti usciti un po’ più
degli altri a dire come ricorda Antonio. Amico mio, forse lo abbiamo già
fatto questo passo, ma io non ricordo e perciò meglio facciamo se
entrambi le cose vengono da subito pubblicate. Fin qui, perché non
passi: questi sensi della parola polisemia … passi di lettura in. E’ una
scritta che dopo la prima di questa chatta ho pensato di armonizzare
con te pizzicandoti più non si può se tu non hai voglia o tempo per fare
questa lunga romanzata. Fin qui ti anticipo a dire per chi ha voce di
leggere pensando nei canti appropriati all’uomo di donna <macchina
cibernetica >che: appropriandole proprie emozione. Quale emana
precisando con l’anima naturale la speranza. Una lirica da far sperare.
Con lo spirito di questo tempo, una poesia sui raspamenti. Pensieri,
ambientati: alla vita - d’ogni totale senso. Per vivere meglio una
canzone. Il senso è questo: Go-snami (GO=senso-SNAMI=PADRONE.Quale
misura lo spirito intelligente con l’occasione del punto. Perciò
dobbiamo tenere il tempo su quella testardaggine figura romanzata da
Carlo Collodi, che: mi è stata favorevole per le pagine a seguire chi
sceglieresti di essere o meglio quale personaggio vorresti fare
ponendoti tra i capaci che hanno seguito oltre 100nto film. Ma...
Nessuno è stato mai girato nella figura cibernetica, con personaggi uomo
di donna la vera macchina per la vita eterna. Quale viaggia a quattro
ruote - con la riserva “una di scorta”. Il vero che è ancora da capire
quale delle tante che Antonio diversamente ha scritto “in questa
favolosa cosa” chiamata dall’amata compagna immaginata per farla tale la
cosa così va … e, che sta tuttora tra le nascoste foglie secche una
rima d’albero diviso tra Carlo Collodi - Bianca Neve e i sette nani.
Tanto divisa che unisce l’attaccata “castagna maturata” e mangiata come
una mela di riflessione pura da leggere bene le pagine di questo in
assoluto ballo pizzicata dello stesso personaggio autore di poco dolore
pinocchio che favola … e sì nella vita reale é stato chiamato anche così
pinocchio. Perché facevo parte di questo romanzo vissuto in Monte S.
Angelo. Con la quale a volte cambiava nome con il cane il gatto e la
volpe sempre testa che si faceva come il camaleonte cambiando colore. A
me ridicolizzandola la cosa andava affermata con il pezzo di legno che è
testa poco intelligente. A volte stupidamente continuavano a ripetere
le stesse strampalate cose che fa tuttora il bambino cresciuto in questa
favolosa scrittura romanzata apposta per fare pizzicata ballo in poesia
di semplicità. Di fatto è una verità che aspetta l’assoluta della quale
sia di nessun’altra bugia dolce parola che accompagna pinocchio
impazientemente dalla presa di posizione per una canzone e da mettere in
tempo reale ogni nostra genialità. Banale come l’invenzione meccanica
in uomo di donna a sentirsi macchina “cibernetica” presa dalla favola
che oggi è verità bugiarda come il gatto e la volpe, aspettano di
accompagnare il poema in corso della lingua italiana sorpassata dai
montanari per ballare vicino il campo dei miracoli, la pizzicata. Ci
stiamo tutti trasformati in macchine parlanti e di viaggio che corre
verso la più assoluta immaginazione. Quatte pìde e nna resérve la chèse
vè scappénne//Te n’accurge dallu spécchje ché ssò ca vè truénne// Vè cu
llu passe lunghe e ccurte Nen’passe mè pe nnande a ccusse//Cuss’ucchje
nen’vède stu còre nen’zénde//Passe pure Nennélla mèje //Pass nnanze la
ggiaiande ne la cande stu bafarde//La cande bbèrefatte ca surpass mèntre
abballe //Sèmpe balle de fantasie e pròpete vvecìne stu bballèrìne Da
tenere Geppetto. //Abball abball cka ce père originall//Capito chèe Lui,
stando con la fatina prende la dritta per Geppetto. Quali non restano a
pensare solamente alla trasformazione di quella parola "burattino"
bambino. Diversamente per mangiafuoco il tempo è denaro che poi si
rivela in questa macchina ottenuta e, che è un burattinaio molto caro
nella favola di pinocchio che è già ballo facendola storia a ricordare
pizzica la cibernetica che adesso non resta da raccontare e amare come
la vecchia favola romanzata amata. Così prima d’ascoltare la tua verità
senti la mia che irrompe a lasciarti parlare con il cuore del grillo.
Qual è sempre in atteso del nuovo compagno di pinocchio Lucignolo che è
il nostro modo di arrivare nella realtà a parlare con nient’altro che
bugie. E questo tempo che meglio fa la nazione italiana a licenziare la
vostra verità sia poesia della bugiarderia. Una bugiarda verità nella
bugiarderia scritta. E così ballata con attenzione si ascolta la canzone
costruita in tempo realmente ossimoro al verso che chiude. E, che non
ha titolo per farlo aspettare per niente la pizzicata. Quale trasmette
il poema modernizzata alle parole. Ne mme tucchénne lu pède c’a mmè me
dòle//E lu pède bérefatte e la veccuzze peccenènne//Ohiné ca stè
ppassènne ppe nnande a-kèse. //Ohiné ca stè bballènne nnande a-kèse.//
Da giocare come fossero vere macchine di fantasia "uomo di donna" a dire
ti voglio bene. Perciò continuate, pure la pizzicata moderna è
montanara e nel frattempo continua ad amare come ogni poesia d’autore
Lucignolo come me non gli piaceva per niente andare a scuola ma era
un’anima che sì sentiva furba e così pur coinvolgendo i miei sentimenti,
riesce a trasmettere come l’ignorante elementare questa chiusura così
garbata che vince sull’asinello mai bardato solo affogato di parole che
irrompono ogni spazio su questa dovuta verità bugiarda. Nella favola
vera scritta da Carlo Collodi-Pinocchio, incontra Lucignolo, un bambino
che non vuole studiare, il cui scopo è quello simile al mio che voglio
solo divertirmi nel dovere solo ballare e cantare come questa che
accompagna il grillo che segue la pizzicata di pinocchio che incanta e
canta. A meglièhre de st’ome Jèje propete bèlle//Quanne balle la
tarandélle//Fra le altre insisterei con la cibernetica sempre dopo di
questa... e passare... sempre con balli montanari. Presi nel piede della
puglia in Galatina la tarantola ballando tutti insieme la tarantella e
va … ballate pizzicate con la tarantella. Zombe pe jsse la berafatte//La
cuggine de Berefatte//Quatte pide e nna resèrve//E lla chèse vè
scappénne//Te n’accurge dallu spécchjie//C’abballene a
tarandèlle//Ascinne da qua ascinne da dà pure’jsse ce
méne’a’bballà/Ascinne da qua ascinne da dà pure’jsse ce
méne’a’bballà//L’abbrazze e lla stringe pe ttutte lu còre//Jèje propese
l’òre de fé l’amòre//L’abbrazze e lla stringe pe ttutte lu còre//Jèje
propese l’òre de fé l’amòre. All’origine e ove oltre ai nostri mondi non
devono mai mancare questi balli alla paesana maniere uomo di donna
cibernetica ballate ancora fino a stremare le forze della grande idea
meccanica per ruotarsi intorno a questa giubilare invenzione del tempo
di oggi che ha pesato la gravità di ogni cambiamento commettendo
quotidianamente rivoluzioni sul quel passato consumato 2000. Anni fa
uccidendo l’uomo di dio in donna cibernetica destando il vero miracolo
sulla morte che non c’è più se balli sempre a pizzicata del tempo e non
può essere che dopo la morte di Cristo non ci sia la nascita di Gesù nel
campo dei miracoli dove si balla e canta e ogni male fatto va
dimenticato nella salute della pizzicata. Sèmpe zzimbre stanne//E come
li pazze lore Scàppene //correne canden e a-bballene- zzombene e
traballene - traballene e zzombene