lunedì 22 ottobre 2012
Cappuccetto rosso
Ora volendo fare
Geppetto in assoluto” piace” alla buona fatina che non è questo il
problema della verità che ha mosso questi due aggettivi nella pura
semplicità- Ho chiesto questa mattina all’amico Luigi che era con me per
visitare un po’ di terra del Gargano e, a cominciare salendo per Monte
S. Angelo. Abbiamo parlato dopo aver lasciato Manfredonia punto di
partenza che purtroppo pensa a fare la domanda che si riferisce alla
verità pura con due aggettivi presentarli come un testo da mettere in
archivio- per la scuola dei ragazzi. E’ molto interessante come ha
risposto l’amico di viaggio. Luigi ha detto: per me la verità! E'- puro e
semplice. Come questo pensiero che, poteva essere ancora peggiore in
assoluta verità da credere a Pinocchio come: Mangiafuoco.”. Geppetto
come la fatina” e il gatto simile alla volpe. Quale prende questa pura
alleanza di fiaba per gli imbecilli che portano questi due aggettivi
dentro la perfetta verità, anche se resta, l’ultima è sempre pura e
fatta nella buona semplicità tanto che scopre l’esclusiva che ci rende
tutti in assoluta sorpresa di una verità bugiarda o simile che uccide.
Entrambi gli aggettivi completamente sani. Fra le fiabe classiche ho
pensato di citare Cappuccetto Rosso perché è una di quelle che si
prestano di più a un’analisi del pensiero che ho voluto con forza al
punto di arrivare a farmi prendere per matto o sicuramente malato di
mente o di qualcosa di simile. Il punto, in altre parole dei messaggi
impliciti o nascosti dello zio Antonio che scrive con molta spontaneità,
la cosa va…Ha evidenziato la fiaba di Cappuccetto Rosso come in una
poesia per adulti e per i bambini. Così Freudiana all’interpretazione
che bisogna scrivere due aggettivi alla verità pura. E cercarli dentro
di sé perché potrebbe essere intesa come un’esortazione a non esercitare
il “mestiere” Quella della “giovane donna nel bosco”. Tra l’altro, la
“mantellina rossa” era un segnale esplicito in questo senso, anche se
non troviamo niente di fondato. Nel XVII secolo questi colori erano
associati alla prostituzione in Francia. Oggi a distanza di tempo si è
evoluta nella sua forma rispondendo a diverse esigenze formative. Mi
permetto di scrivere queste cose perché spero che tu capisca la parola
“prostituzione”, maturità sessuale e antropologia. La carestia ha
portato in Francia questa nuova versione della fiaba. La figura
antropofaga pare sarebbero state interpretate da un’orchessa, un
elemento mostruoso ma antropofagia, e via discorrendo la mantella rossa
rappresenta le mestruazioni e l’ingresso nella pubertà. Fin qui anche
gli uomini piangono come i bambini e a volte lo fanno sorridendo agli
adolescenti. Perché lo fanno, bisogna chiederlo a chi sbatte l’anguria
all’amico che lei afferma, d’essere furbo. Diversamente alla cipolla è
un fatto biologico piangere sia per gioia sia per dolore. A volte questi
giovani critici segnano nell’uomo l’indifferenza e altre volte un
disgusto e ancora poesia per far capire al malato di mente che è l’ora
di smettere di voler per forza far capire le cose che lui stesso non ha
capito. E così rileggendola nella memoria si accorge che il bambino,
l’adolescente può arrivare crescendo a toccare similmente l’età del
nonno o del padre dell’uomo. Perché quest’uomo solo non può come i sui
simili per età che ha superato. Superando i cinquant’anni non possono
oggi senza quella bacchetta magica della fata turchina tornare adulto,
adolescente e bambina d’infanzia. Così pensando trovo nelle mie memorie
questa scritta che ripete all’infinito una storia simile all’ossimoro
bene e male che vince sul buon Pinocchio. Il quale perde il momento per
vincere in futuro la vita di quel sognatore di zio Antonio. Che cosa
sognava questo cinquantennio che a distanza di altri due arriva a
toccare sessanta. Bene! Diceva che gli piaceva molto rimanere bambino.
Sì faceva in virtù della natura che non si può. Così lui si ripeteva
naturalmente per farsi capire. Portando il vantaggio alla sua nipotina
che fa bene i suoi calcoli. Quasi a pensare che debba difendersi dai
grandi. Giusta Federica. Devi fare sempre così. Proprio come avrebbe
fatto zio se avesse ancora la tua età. E pensa di continuare la storia
nella poesia che afferma se resto piccolo come faccio a difendermi dai
grandi? Ecco che allora dico a questa figliola di non chattare mai con i
grandi specialmente se dalla parte opposta c’è Zio Antonio che come
nella favola di Cappuccetto Rosso interpreta il lupo. E tu sai cosa fa
il lupo. Ovviamente muore anche lui. Tu hai fatto morire questa favola
dei grandi e dei piccoli ancora prima di farsi vedere se era capace di
essere grande e altrettanto di difendersi dai simili. Un bambino
purtroppo nel bene e nel male oggi non può segnare come l’adulto o
l’adolescente che fai parte di questo miracolo ancora da attrezzarsi per
una crescita lampo! Così è giusto fare il ciclo biologico di come tutti
gli esseri umani animali e cose hanno segnato al vertice di come gli
antichi ci hanno portato la vita. Ora con spirito intelligente chiude
per non aprire mai più questa pagina smorta. Ora però c’è che se tu hai
il ruolo di fare la buona fatina di cappuccetto rosso sai come far
risuscitare i morti senza togliere nulla all’anima destata con la croce.